I Campioni del Gufo
Non per tutti saranno stati davvero i migliori, ma una cosa è certa : non scherzavano
Edson Arantes Do Nascimento
"Pelè"
"Davanti a lui Burgnich allunga disperatamente una mano, ma sembra in caduta ,
mentre 'O Rey pare aggrappato alla balaustra del secondo anello dell'Azteca."
Diego Armando
Maradona
"...il nostro telecronista sta affermando che si tratta di un ingiustizia
clamorosa, di un fatto senza precedenti, di un errore arbitrale che avrebbe
avuto pesanti conseguenze sul prosieguo (dicono sempre così) del torneo,
quando sullo schermo vediamo partire Maradona palla al piede."
Alfredo
Di Stefano
"Un giorno"mi chiamarono a giocare un partita, ed alla fine mi consegnarono dei
soldi che io detti a mia madre, dicendole che non avremmo mai più sofferto la fame.
Fui di parola.
Presto capii che se avessi giocato meglio mi avrebbero dato più soldi e anche
che per giocare meglio avrei dovuto allenarmi di più.
Tutto quello che ho fatto nel calcio, l'ho dovuto imparare, provando e
riprovando : non ero un talento naturale, mi sono sacrificato ed ho sofferto."
Johan
Cruyff
"In suo onore la maglia di riserva del Barça diventa arancione, come quella
della sua leggendaria Olanda, la "naranja mecanica", e con quella maglia
"olandese", con il gol di un olandese, "Rambo" Koeman e con Cruyff in panchina,
il Barcellona vince la sua prima Coppa dei Campioni."
Mario
Corso
"Veste la maglia numero 11, ma non è un'ala sinistra, nè un attaccante;
come centrocampista risulta spesso un lusso, in quanto non è certo uno che si sacrifica
in fase di contrasto, ma quando è in giornata è entrambe le cose assieme:
un grande centrocampista ed un grande attaccante."
"Kaiser" Franz
Beckenbauer
"...da calciatore, quando gli chiedevano conto di una vittoria o di una sconfitta,
gli domandavano se secondo lui una partita era stata impostata bene o male :
"Nel calcio" - era solito rispondere - "l'unica cosa certa è che
Das Tor steht
in der Mitte, la porta sta in mezzo".
Ferenc
Puskas
" ...mai visto uno che tirasse come lui !
Alla fine dell’allenamento rimaneva ad allenare i portieri calciando dal limite dell’area :
uno spettacolo, trovava sempre la porta; gridava –‘derecha media!’ – e un bolide si insaccava
a mezza altezza sulla destra -‘izquierda baja’- e con un rasoterra impressionante impegnava
il portiere sulla sinistra ! Mai visto nulla di simile né prima né dopo !"
Enrique Omar
Sivori
"Fermo sul perno del destro con suola e tacchetti è capace di ballare su una mattonella
tenendo il pallone sempre fuori dalla portata dell'avversario finchè il poveraccio non si
sbilancia allargando le gambe quel tanto da pentirsene.
Un tocco felpato e la sfera passa, mentre il boato dello stadio (spesso anche in trasferta)
umilia e ferisce l'uno, inebriando l'altro."
Gerd
Muller
"E' il re degli opportunisti; capisce un attimo prima dove finirà un rimpallo,
una respinta, una palla morta, un lancio smorzato dal fango.
Riesce sempre ad anticipare l'avversario su un traversone, a beffarlo posizionandosi
lì dove si spegne la parabola di un tiro smorzato, a rialzarsi sempre per primo
dopo uno scontro ed a calciare in porta.
Uwe
Seeler
"La sua popolarità era così grande che quando giocava la Nazionale, della quale
divenne presto il giocatore più rappresentativo un "trait d'union" fra Fritz Walter
e Beckenbauer i due capitani Campioni del Mondo,
i tifosi in qualunque stadio tedesco si giocasse incitavano la squadra scandendo
il grido 'Uwe! Uwe!'..."
Luis Miramontes
Suarez
"Di quella squadra Suarez è la mente, è il primo difensore ed insieme il primo
attaccante, affronta l'avversario in tackle, e riceve tutti i disimpegni della difesa
che, a seconda del momento, trasforma in letali contropiede oppure imposta
per dar respiro alla squadra ed ai suoi velocisti."
Robert "Bobby"
Charlton
"Il mondiale casalingo lo consacrò massimo organizzatore di gioco della squadra
inglese, giocava a tutto campo, ispirava i compagni e segnava personalmente gol fondamentali."
Oleg
Blokhin
"Funambolico nel dribbling, micidiale nel tiro di sinistro, ma anche con il destro
(passava centinaia di ore di allenamento a tirare con una porta divisa in zone numerate
dovendone centrare una con occhi bendati), si addestrava con l'amico Valeri Borzov,
formidabile sprinter di quegli anni e nemico di tante battaglie del nostro Mennea."
Wolfgang
Overath
"Il suo ritmo di gara stronca qualsiasi avversario, la sua sapiente regìa è in
grado di mettere in difficoltà qualunque contromisura tattica, il suo sinistro garantisce
lanci precisi da qualsiasi distanza, tocchi smarcanti in area e soluzioni balistiche
su calcio da fermo o su azione: Overath è indubbiamente un fuoriclasse..."
Ferreira da Silva
Eusebio
"Ma e’nella realizzazione di quei capolavori tecnici di potenza e coordinazione
la vera firma d’autore di un campione che negli anni futuri rappresentera’
un modello: calcia come Eusebio, ha la classe del campione portoghese, si dira’
da allora in poi di giovani promesse affacciatesi sulla ribalta internazionale."
Roberto
Baggio
"Trascina la Fiorentina alla finale della Coppa UEFA ed il suo slalom sul terreno
ghiacciato di Kiev, quando attraversa tutto il campo "pattinando" per poi cogliere
il palo con un tocco felpato, resta una delle cose più belle che il calcio ci abbia mai regalato.
Gianni
Rivera
"I suoi lanci partono puliti, il pallone in volo non ha effetti che ne possano
viziare il rimbalzo e pregiudicare il controllo di chi è destinato a riceverlo,
le sue intuizioni sono proverbiali, difficilmente fa un dribbling in più,
il suo valore aggiunto è nel gioco "di prima", nel velocizzare la circolazione
di palla, nell'intuire lo smarcamento di un compagno e nel fargli arrivare
il pallone dove lo aspetta..."
Marco
Van Basten
"E’ un destro naturale, ma molti mancini si accontenterebbero di un piede sinistro
come il suo e non si tira mai indietro se c'è la possibilità del gol, il suo coraggio
e la sua combattività hanno pochi riscontri in un calciatore della sua classe e della sua eleganza."
Manoel Francisco Dos santos
"Garrincha"
"La magìa di Manè è nelle sue gambe storte, piegate dalla poliomielite curata correndo,
due gambe incredibili, articolate al busto da due anche ancora più incredibili
che formavano con le ginocchia un cinematismo astruso, ma perfettamente funzionale
al gioco del calcio."
Giancarlo
Antognoni
"Sandro Ciotti aveva visto giusto, sul prato verde dello Stadio veronese aveva mosso
i primi passi di una splendida carriera il talento forse più puro di quella generazione
che avrebbe espresso la squadra capace di conquistare il terzo titolo mondiale:
Giancarlo Antognoni."
Michel
Platini
"Negli spogliatoi, l’Avvocato Agnelli, il suo più grande estimatore, dirà con
un’inconsueta nota di rammarico nella voce:- 'Con lui in campo era come avere
sempre la carta di credito a portata di mano.'”
Luigi "Gigi"
Riva
"Posso però testimoniare di quante volte, seduti davanti alla televisione per
vedere la Nazionale, la sua sagoma inconfondibile catalizzava, a qualsiasi latitudine
si giocasse, le nostre più irragionevoli speranze..."
Kurt
Hamrin
"Dal nulla, almeno apparentemente, sbuca una scarpa bullonata, sopra vi è acciambellato
un calzettone viola che scopre uno stinco pallido.
Un colpo, uno schiaffetto, poco più che una carezza, e la palla si infila in rete."
Angiolo Rossi
"Rosetta"
"Se qualche compagno gli rimproverava di non avergli passato la palla, lui lo guardava
come se si sentisse tradito, con gli occhi dardeggianti di furore o sorpresi,
come se qualcuno gli spiegasse per la prima volta che quella sfera di cuoio poteva
servire a qualcos’altro che a fargli segnare dei gol."
Stanley
Matthews
"Lo inseguono, finge di accentrarsi, si allarga e, raggiunta la linea di fondo,
si blocca facendo perno sul sinistro e saltando i due avversari che lo hanno raggiunto,
ma che non lo possono contrastare.
Perché non si contrasta il vento."
Robert "Bobby"
Moore
"In campo è impeccabile.
Correttissimo, è un difensore come non se ne sono mai visti : non butta mai via un pallone,
imposta, guida la squadra come se questa gli obbedisse attraverso briglie invisibili."
Paulo Roberto
Falçao
"Magicamente la presenza di Falcao sembra trasformare i compagni, che sono più sicuri
e spesso non sembrano neppure gli stessi di tante serate sballate di non molto tempo ".
Osvaldo
Ardiles
"Osvaldo gioca a centrocampo, ma il termine è riduttivo perché un sudamericano
se gioca bene a centrocampo è un artista. "
Matthias "Cartavelina"
Sindelar
"Quando il Wunderteam batte per 8-2 l’Ungheria, Sindelar supera sé stesso.
Le cronache dell’epoca, infatti, riferiscono che non solo ha segnato una tripletta,
ma ha anche fornito gli assist per tutte le altre segnature austriache !"
Gaetano
Scirea
"Giocava da libero, ma avrebbe potuto fare a occhi chiusi il centravanti
perché riconosceva a fiuto i sentieri che portano al gol."-
"Provate a sforzarvi di ricordare un gesto antisportivo, un fallo cattivo,
una protesta maleducata..."
Raimundo Bibian
Orsi
"Mio padre era tifoso della Juve, come lo sono io.
Ma soprattutto mio padre ammirava Raimundo Orsi.
Lo ammirava per la sua classe, per il suo stile.
Gli perdonava tutto.
Una volta, contro il Palermo mi pare, Orsi era svogliato.
Gli capitava spesso, in particolare quando la Juventus vinceva largamente, come quel pomeriggio.
Oltretutto un terzino rosanero lo infastidiva, gli stava attaccato, lo picchiava.
Ad un certo punto Orsi gli si rivolge dicendo :-"Quanto guadagni ?"-
Il terzino, sorpreso, gli risponde :- "Seicento lire" -
Al ché Orsi, che ne guadagnava novemila più i premi, ribatte :-"Te le do io, ma ora non mi scocciare !"
Franco
Baresi
"Il Milan, con la liberalizzazione delle numerazioni, ritirò la "sua" maglia numero sei,
sulla scia di quanto avviene nel basket d'America. Un colpo pomposo ed un po' holliwoodiano,
ma anche intriso di rispetto per il capitano.
I suoi recuperi, il senso della chiusura, l'eccezionale capacità di eccellere sia nella marcatura
ad uomo, sia nel presidio della zona ne fanno uno dei migliori difensori dell'intera storia del calcio.
Con il tempo limitò fortemente le sue sgroppate offensive, ma l'unico vero limite che gli si può
riconoscere è un'eccessiva (a volte) dose di scorrettezze, sintetizzate anche dalle continue proteste
nei confronti dei guardalinee che, come sostenevano i suoi detrattori, alzavano le bandierina ai suoi
comandi."
Ruud
Gullit
"In effetti la sua fisicità era impressionante: due spalle quadrate, svettavano su un tronco affusolato
con le tipica rotondità armonica della muscolatura negroide, che terminava molto presto su due lunghi
trampoli da gazzella. Le caviglie esplosive azzeravano immediatamente la possibilità che quella corsa
potesse definirsi legnosa, anche se Ruud procedeva a passi larghi, a volte ingobbendosi ma
mantenendo sempre la centralità del bacino nel suo movimento.
I piedi poi erano stati visibilmente educati molto presto al calcio, e pur senza regalare meraviglie
si rivelavano sempre più che funzionali al tiro o al cross, termine scontato delle sue vigorose folate.
Ma il pezzo forte del surinamense regalato all'Olanda dai retaggi del colonialismo, era l'acrobazia. "
Paolo
Rossi
"Chissà se bastano sette giorni per trasformare un uomo in una leggenda. A Paolo Rossi sono bastati; ma non fu gloria effimera.
Rossi fu diverso dagli altri eroi di un mondiale, come il siciliano spiritato Schillaci ad Italia'90, o il carneade russo Salenko cannoniere dimenticato di Usa'94. e non solo perché fu l'unico di questi ad essere premiato con il Pallone d'Oro.
Lui non era diventato Pablito "hombre del partido" in Spagna; semmai in terra iberica era tornato ad esserlo. "
Georgi "Gundi"
Asparoukhov
"A Sofia contro gli azzurri, nella partita di andata valevole per i quarti di finale della terza Coppa Europa per Nazioni, mette a ferro e fuoco la difesa azzurra.
In quella occasione, come per un disegno del destino, gioca l'ultima sfortunata partita in azzurro Armando Picchi, il capitano della "Grande Inter".
Si incrociano così, per quell'unica volta sul campo, due campioni i cui destini, ugualmente tragici, si compiranno assieme, nel breve volgere di un mese, poco più di tre anni dopo.
"
Paolo
Maldini
"Suo figlio Paolo però gli assomigliava poco: più alto, faccia d'attore di fotoromanzi e una freschezza atletica impressionante:
giocava ala destra crossando al centro e sognando che a colpire di testa ci fosse Bettega,
suo grande idolo per l'eleganza che lo contraddistingueva e pazienza se portava la maglia
della Juventus. "