La Posta del Gufo

I Campioni del Gufo



Non per tutti saranno stati davvero i migliori, ma una cosa è certa : non scherzavano



Pelè
Edson Arantes Do Nascimento

"Pelè"

"Davanti a lui Burgnich allunga disperatamente una mano, ma sembra in caduta , mentre 'O Rey pare aggrappato alla balaustra del secondo anello dell'Azteca."
Maradona
Diego Armando

Maradona

"...il nostro telecronista sta affermando che si tratta di un ingiustizia clamorosa, di un fatto senza precedenti, di un errore arbitrale che avrebbe avuto pesanti conseguenze sul prosieguo (dicono sempre così) del torneo, quando sullo schermo vediamo partire Maradona palla al piede."
Di Stefano
Alfredo

Di Stefano

"Un giorno"mi chiamarono a giocare un partita, ed alla fine mi consegnarono dei soldi che io detti a mia madre, dicendole che non avremmo mai più sofferto la fame. Fui di parola. Presto capii che se avessi giocato meglio mi avrebbero dato più soldi e anche che per giocare meglio avrei dovuto allenarmi di più. Tutto quello che ho fatto nel calcio, l'ho dovuto imparare, provando e riprovando : non ero un talento naturale, mi sono sacrificato ed ho sofferto."
Cruyff
Johan

Cruyff

"In suo onore la maglia di riserva del Barça diventa arancione, come quella della sua leggendaria Olanda, la "naranja mecanica", e con quella maglia "olandese", con il gol di un olandese, "Rambo" Koeman e con Cruyff in panchina, il Barcellona vince la sua prima Coppa dei Campioni."
Corso
Mario

Corso

"Veste la maglia numero 11, ma non è un'ala sinistra, nè un attaccante; come centrocampista risulta spesso un lusso, in quanto non è certo uno che si sacrifica in fase di contrasto, ma quando è in giornata è entrambe le cose assieme: un grande centrocampista ed un grande attaccante."
Beckenbauer
"Kaiser" Franz

Beckenbauer

"...da calciatore, quando gli chiedevano conto di una vittoria o di una sconfitta, gli domandavano se secondo lui una partita era stata impostata bene o male : "Nel calcio" - era solito rispondere - "l'unica cosa certa è che Das Tor steht in der Mitte, la porta sta in mezzo".
Puskas
Ferenc

Puskas

" ...mai visto uno che tirasse come lui !
Alla fine dell’allenamento rimaneva ad allenare i portieri calciando dal limite dell’area : uno spettacolo, trovava sempre la porta; gridava –‘derecha media!’ – e un bolide si insaccava a mezza altezza sulla destra -‘izquierda baja’- e con un rasoterra impressionante impegnava il portiere sulla sinistra ! Mai visto nulla di simile né prima né dopo !"
Sivori
Enrique Omar

Sivori

"Fermo sul perno del destro con suola e tacchetti è capace di ballare su una mattonella tenendo il pallone sempre fuori dalla portata dell'avversario finchè il poveraccio non si sbilancia allargando le gambe quel tanto da pentirsene. Un tocco felpato e la sfera passa, mentre il boato dello stadio (spesso anche in trasferta) umilia e ferisce l'uno, inebriando l'altro."
Gerd Muller
Gerd

Muller

"E' il re degli opportunisti; capisce un attimo prima dove finirà un rimpallo, una respinta, una palla morta, un lancio smorzato dal fango. Riesce sempre ad anticipare l'avversario su un traversone, a beffarlo posizionandosi lì dove si spegne la parabola di un tiro smorzato, a rialzarsi sempre per primo dopo uno scontro ed a calciare in porta.
Uwe Seeler
Uwe

Seeler

"La sua popolarità era così grande che quando giocava la Nazionale, della quale divenne presto il giocatore più rappresentativo un "trait d'union" fra Fritz Walter e Beckenbauer i due capitani Campioni del Mondo, i tifosi in qualunque stadio tedesco si giocasse incitavano la squadra scandendo il grido 'Uwe! Uwe!'..."
Luis Suarez
Luis Miramontes

Suarez

"Di quella squadra Suarez è la mente, è il primo difensore ed insieme il primo attaccante, affronta l'avversario in tackle, e riceve tutti i disimpegni della difesa che, a seconda del momento, trasforma in letali contropiede oppure imposta per dar respiro alla squadra ed ai suoi velocisti."
Bobby Charlton
Robert "Bobby"

Charlton

"Il mondiale casalingo lo consacrò massimo organizzatore di gioco della squadra inglese, giocava a tutto campo, ispirava i compagni e segnava personalmente gol fondamentali."
Oleg Blokhin
Oleg

Blokhin

"Funambolico nel dribbling, micidiale nel tiro di sinistro, ma anche con il destro (passava centinaia di ore di allenamento a tirare con una porta divisa in zone numerate dovendone centrare una con occhi bendati), si addestrava con l'amico Valeri Borzov, formidabile sprinter di quegli anni e nemico di tante battaglie del nostro Mennea."
Wolfgang Overath
Wolfgang

Overath

"Il suo ritmo di gara stronca qualsiasi avversario, la sua sapiente regìa è in grado di mettere in difficoltà qualunque contromisura tattica, il suo sinistro garantisce lanci precisi da qualsiasi distanza, tocchi smarcanti in area e soluzioni balistiche su calcio da fermo o su azione: Overath è indubbiamente un fuoriclasse..."
Eusebio
Ferreira da Silva

Eusebio

"Ma e’nella realizzazione di quei capolavori tecnici di potenza e coordinazione la vera firma d’autore di un campione che negli anni futuri rappresentera’ un modello: calcia come Eusebio, ha la classe del campione portoghese, si dira’ da allora in poi di giovani promesse affacciatesi sulla ribalta internazionale."
Roberto Baggio
Roberto

Baggio

"Trascina la Fiorentina alla finale della Coppa UEFA ed il suo slalom sul terreno ghiacciato di Kiev, quando attraversa tutto il campo "pattinando" per poi cogliere il palo con un tocco felpato, resta una delle cose più belle che il calcio ci abbia mai regalato.
Gianni Rivera
Gianni

Rivera

"I suoi lanci partono puliti, il pallone in volo non ha effetti che ne possano viziare il rimbalzo e pregiudicare il controllo di chi è destinato a riceverlo, le sue intuizioni sono proverbiali, difficilmente fa un dribbling in più, il suo valore aggiunto è nel gioco "di prima", nel velocizzare la circolazione di palla, nell'intuire lo smarcamento di un compagno e nel fargli arrivare il pallone dove lo aspetta..."
Marco Van Basten
Marco

Van Basten

"E’ un destro naturale, ma molti mancini si accontenterebbero di un piede sinistro come il suo e non si tira mai indietro se c'è la possibilità del gol, il suo coraggio e la sua combattività hanno pochi riscontri in un calciatore della sua classe e della sua eleganza."
Garrincha
Manoel Francisco Dos santos

"Garrincha"

"La magìa di Manè è nelle sue gambe storte, piegate dalla poliomielite curata correndo, due gambe incredibili, articolate al busto da due anche ancora più incredibili che formavano con le ginocchia un cinematismo astruso, ma perfettamente funzionale al gioco del calcio."
Giancarlo Antognoni
Giancarlo

Antognoni

"Sandro Ciotti aveva visto giusto, sul prato verde dello Stadio veronese aveva mosso i primi passi di una splendida carriera il talento forse più puro di quella generazione che avrebbe espresso la squadra capace di conquistare il terzo titolo mondiale: Giancarlo Antognoni."
Michel Platini
Michel

Platini

"Negli spogliatoi, l’Avvocato Agnelli, il suo più grande estimatore, dirà con un’inconsueta nota di rammarico nella voce:- 'Con lui in campo era come avere sempre la carta di credito a portata di mano.'”
Gigi Riva
Luigi "Gigi"

Riva

"Posso però testimoniare di quante volte, seduti davanti alla televisione per vedere la Nazionale, la sua sagoma inconfondibile catalizzava, a qualsiasi latitudine si giocasse, le nostre più irragionevoli speranze..."
Kurt Hamrin
Kurt

Hamrin

"Dal nulla, almeno apparentemente, sbuca una scarpa bullonata, sopra vi è acciambellato un calzettone viola che scopre uno stinco pallido.
Un colpo, uno schiaffetto, poco più che una carezza, e la palla si infila in rete."
Angiolo Rossi
Angiolo Rossi

"Rosetta"

"Se qualche compagno gli rimproverava di non avergli passato la palla, lui lo guardava come se si sentisse tradito, con gli occhi dardeggianti di furore o sorpresi, come se qualcuno gli spiegasse per la prima volta che quella sfera di cuoio poteva servire a qualcos’altro che a fargli segnare dei gol."
Stanley Matthews
Stanley

Matthews

"Lo inseguono, finge di accentrarsi, si allarga e, raggiunta la linea di fondo, si blocca facendo perno sul sinistro e saltando i due avversari che lo hanno raggiunto, ma che non lo possono contrastare. Perché non si contrasta il vento."
Bobby Moore
Robert "Bobby"

Moore

"In campo è impeccabile. Correttissimo, è un difensore come non se ne sono mai visti : non butta mai via un pallone, imposta, guida la squadra come se questa gli obbedisse attraverso briglie invisibili."
Paulo Roberto Falçao
Paulo Roberto

Falçao

"Magicamente la presenza di Falcao sembra trasformare i compagni, che sono più sicuri e spesso non sembrano neppure gli stessi di tante serate sballate di non molto tempo ".
Osvaldo Ardiles
Osvaldo

Ardiles

"Osvaldo gioca a centrocampo, ma il termine è riduttivo perché un sudamericano se gioca bene a centrocampo è un artista. "
Matthias Sindelar
Matthias "Cartavelina"

Sindelar

"Quando il Wunderteam batte per 8-2 l’Ungheria, Sindelar supera sé stesso. Le cronache dell’epoca, infatti, riferiscono che non solo ha segnato una tripletta, ma ha anche fornito gli assist per tutte le altre segnature austriache !"
Gaetano Scirea
Gaetano

Scirea

"Giocava da libero, ma avrebbe potuto fare a occhi chiusi il centravanti perché riconosceva a fiuto i sentieri che portano al gol."-

"Provate a sforzarvi di ricordare un gesto antisportivo, un fallo cattivo, una protesta maleducata..."
Raimundo Bibian Orsi
Raimundo Bibian

Orsi

"Mio padre era tifoso della Juve, come lo sono io. Ma soprattutto mio padre ammirava Raimundo Orsi. Lo ammirava per la sua classe, per il suo stile. Gli perdonava tutto. Una volta, contro il Palermo mi pare, Orsi era svogliato. Gli capitava spesso, in particolare quando la Juventus vinceva largamente, come quel pomeriggio. Oltretutto un terzino rosanero lo infastidiva, gli stava attaccato, lo picchiava. Ad un certo punto Orsi gli si rivolge dicendo :-"Quanto guadagni ?"- Il terzino, sorpreso, gli risponde :- "Seicento lire" - Al ché Orsi, che ne guadagnava novemila più i premi, ribatte :-"Te le do io, ma ora non mi scocciare !"
Franco Baresi
Franco

Baresi

"Il Milan, con la liberalizzazione delle numerazioni, ritirò la "sua" maglia numero sei, sulla scia di quanto avviene nel basket d'America. Un colpo pomposo ed un po' holliwoodiano, ma anche intriso di rispetto per il capitano. I suoi recuperi, il senso della chiusura, l'eccezionale capacità di eccellere sia nella marcatura ad uomo, sia nel presidio della zona ne fanno uno dei migliori difensori dell'intera storia del calcio. Con il tempo limitò fortemente le sue sgroppate offensive, ma l'unico vero limite che gli si può riconoscere è un'eccessiva (a volte) dose di scorrettezze, sintetizzate anche dalle continue proteste nei confronti dei guardalinee che, come sostenevano i suoi detrattori, alzavano le bandierina ai suoi comandi."
Ruud Gullit
Ruud

Gullit

"In effetti la sua fisicità era impressionante: due spalle quadrate, svettavano su un tronco affusolato con le tipica rotondità armonica della muscolatura negroide, che terminava molto presto su due lunghi trampoli da gazzella. Le caviglie esplosive azzeravano immediatamente la possibilità che quella corsa potesse definirsi legnosa, anche se Ruud procedeva a passi larghi, a volte ingobbendosi ma mantenendo sempre la centralità del bacino nel suo movimento. I piedi poi erano stati visibilmente educati molto presto al calcio, e pur senza regalare meraviglie si rivelavano sempre più che funzionali al tiro o al cross, termine scontato delle sue vigorose folate. Ma il pezzo forte del surinamense regalato all'Olanda dai retaggi del colonialismo, era l'acrobazia. "
Paolo Rossi
Paolo

Rossi

"Chissà se bastano sette giorni per trasformare un uomo in una leggenda. A Paolo Rossi sono bastati; ma non fu gloria effimera. Rossi fu diverso dagli altri eroi di un mondiale, come il siciliano spiritato Schillaci ad Italia'90, o il carneade russo Salenko cannoniere dimenticato di Usa'94. e non solo perché fu l'unico di questi ad essere premiato con il Pallone d'Oro. Lui non era diventato Pablito "hombre del partido" in Spagna; semmai in terra iberica era tornato ad esserlo. "
Gundi Asparoukhov
Georgi "Gundi"

Asparoukhov

"A Sofia contro gli azzurri, nella partita di andata valevole per i quarti di finale della terza Coppa Europa per Nazioni, mette a ferro e fuoco la difesa azzurra. In quella occasione, come per un disegno del destino, gioca l'ultima sfortunata partita in azzurro Armando Picchi, il capitano della "Grande Inter". Si incrociano così, per quell'unica volta sul campo, due campioni i cui destini, ugualmente tragici, si compiranno assieme, nel breve volgere di un mese, poco più di tre anni dopo. "
Paolo Maldini
Paolo

Maldini

"Suo figlio Paolo però gli assomigliava poco: più alto, faccia d'attore di fotoromanzi e una freschezza atletica impressionante: giocava ala destra crossando al centro e sognando che a colpire di testa ci fosse Bettega, suo grande idolo per l'eleganza che lo contraddistingueva e pazienza se portava la maglia della Juventus. "