Abba padre, buongiorno, sei sopravvissuto all’impatto della visione del “Maestro” sul treno regionale mugellano??
Se la risposta è affermativa (ma ne
dubito) ti affibbierei qualche riflessione sul mondo e sulle cose del mondo in
divenire…. “Felix qui potuti rerum cognoscerem causam”…
Innanzi
tutto, messaggio per il popolo del Gufo:
Quest’oggi sulla “Repubblica”,
l’unico giornale degno di essere acquistato (non letto, ho detto acquistato), omaggia, solo per oggi, un volume di una nuova serie
editoriale che si chiama “Le strade del giallo”, che si compone di una
quarantina di pubblicazioni, non tutte eccelse, ma qualcuna, senz’altro da
prendere (pagando questa volta), come ad esempio Simenon, Dazieri, Maugham ecc.
Ma niente paura, volta volta Vi consiglierò su che cosa prendere e su cosa
lasciare al Vostro giornalaio!! Per l’intanto prendete assolutamente il primo
volume!!
Ormai che ci siamo, nell’imminenza
del fine settimana, e vista la mia “vis” malinconica, non voglio
parlarVi di calcio, bensì di un’opera di uno spessore artistico elevatissimo,
scritta qualche anno fa da uno dei più grandi scrittori giapponesi Inoue
Yasushi, che si intitola “Il fucile da caccia”. L’autore è un grande
affabulatore, uno scrittore di razza che sa cogliere, dal niente, secondo la
dottrina zen, i particolari per poi collimarli insieme, per rendere, così un
affresco grandioso dell’animo e delle cose umane. A me piace chiamarlo “il
pittore dell’anima”, e a mio parere, è un’azzeccatissima definizione!!
Tutto quanto sopra detto,
inoltre, è corroborato dall’esiguità del volumetto che conta, solo, 101 pagine,
tale quindi da potersi leggere e digerire in un fine-settimana!!
Vi
propongo l’immagine ed il commento (ed il prezzo per i lazziali):
Quando nel 1949, il gornalista, poeta e
critico d'arte Inoue Yasushi pubblica il suo primo
romanzo ha quarantadue anni. In quest'opera l'autore trova nella brevità una
misura ideale e, nell'oscillazione tra il detto e il non detto, raggiunge un
miracoloso equilibrio narrativo. Un equilibrio difficile e
impervio come il gioco amoroso che tiene legati i destini dei quattro
personaggi, un uomo e tre donne, e che li accompagna nel corso degli anni senza
mai turbare la calma ritualità delle loro esistenze. Eppure il romanzo è
attraversato da una tensione costante, da una rabbia sorda e trattenuta che
esplode alla fine, quando ogni menzogna viene svelata,
ogni passione consumata e a regnare è la consapevolezza che ogni essere è
abitato da una vita segreta.
Infine, in fondo” last but not least”, una chicca per il nostro gioco
preferito, la situazione attuale del pallone.. e se
c’è una giustizia seria, Cecco Grullo dovrebbe essere condannato a passeggiare
per via Calzaiuoli tutti i pomeriggi dalle 16,00 alle 18,00…, vi trasmetto il
messaggio:
IL
PALLONE NEL BURRONE[SCHEDA]
Il
mondo del calcio assomiglia sempre piú al Titanic. Mentre il transatlantico
si avvicina sempre piú pericolosamente agli scogli, a
bordo si continua a far festa: tanto la nave è inaffondabile. Questo è ciò che pensano i dirigenti del calcio che sono anche tra i maggiori
imprenditori italiani. Il loro ottimismo si basa sui tanti scogli evitati di
recente: il doping, gli orologi d´oro agli arbitri, i passaporti falsi, le fidejussioni taroccate, ma, soprattutto, i buchi di
bilancio da far rabbrividire. Le società e i presidenti hanno una grande responsabilità. Hanno cercato e ottenuto un'immensa
massa di denaro, piovuta soprattutto dalle televisioni, dalle
sponsorizzazioni e dalla pubblicità, ma l'hanno dilapidata arricchendo i
calciatori e i procuratori.
Vorrei proporvi altre cose,
ma so che un fine settimana dura soltanto due giorni,
ergo non mi azzardo a dirvi altro, se non…. Andate a vedere Bill Kid 1 e 2 di Tarantino.. ne
valgono veramente la pena!!
La vena del grande Tarantino
non si è mai esaurita, anzi si è maturata e rafforzata,
e secondo me, dopo aver visto questo o questi film aprirete una pagina della
vostra vita in cui vorrete saperne di più di Giappone, Takana ecc…
A
risentirci presto… non vi darò tregua…
Immodestamente
“il Maestro”.