Smorfia napoletana numero 43

Il numero 43 nella smorfia napoletana è associato alla figura della donna al balcone che ha ispirato una serie di storie e leggende legate alla cultura popolare. Infatti la donna al balcone è un’immagine molto cara ai napoletani perché è simbolo di vivida sessualità ma anche d’immagine purificatrice che dall’altro della sua casa da’ una specie di benedizione morale a coloro che passano sotto il suo balcone.
Nella tradizione arcaica la donna al balcone era una figura femminile che esibiva con pudore ma anche con una certa consapevolezza la sua verginità come un valore ma soprattutto come un premio da assegnare a chi avesse rispetto per la sua casa. Ecco allora che gli uomini del paese alzavano la testa al suo balcone inchinando leggermente il capo in segno di rispetto. Per capire meglio il significato di questo numero (43) dobbiamo inserirlo nella griglia della smorfia napoletana. Infatti esso si trova tra due numeri apparentemente lontani tra di loro: il 42 (o’ caffè-il caffè) e il 44 (a’ prigione-la prigione) che sono sotterraneamente connessi con la figura della donna.
Infatti il primo a Napoli è considerato qualcosa di “sacro” e viene offerto per poter condividere con una persona un momento di serenità e tranquillità, ed è lo stesso che la donna al balcone offre a chi sceglie di far salire nella propria casa. Ma il 44 è una conseguenza naturale del comportamento irresponsabile e immaturo dell’uomo che interpreta male l’invito innocuo della donna che è così costretta a denunciarlo alle guardie nel momento in cui confessa le sue cattive intenzioni.
Ecco allora che la donna al balcone è sinonimo di gioie e dolori, ma in ogni caso è una figura salvifica a cui l’uomo si aggrappa per poter vivere con maggior entusiasmo la propria vita diventando essa stessa un obiettivo da raggiungere.

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